01 — In missione con il communication leader

“I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo.”

L. Wittgenstein

La prima volta che ho avuto a che fare con il GNL ho pensato “Perché gli ingegneri sono così noiosi?”.
Avete presente gli ingegneri? Io ho una carissima amica ingegnere ed è molto simpatica. Lei, infatti, si definisce “atipica”.

Gli ingegneri hanno un loro linguaggio che di solito è un codice per addetti ai lavori, eletti ai lavori, quella cerchia chiusa di appassionati di ponti, gaussiane ed altre strane formule (è evidente che io non sappia di cosa sto parlando).

Niente di personale contro gli ingegneri, ma non riesco a capirli.
Il fatto che sia per evidenti limiti miei, in particolare limiti tecnici di linguaggio, mi infastidisce molto.

Il giorno, quindi, che mi son trovata a leggere studi su studi su studi sul GNL nella riconversione dei mezzi portuali da elettrici a ibridi a gas mi sono spaventata.

“E ora come la svolto?”
“A chi posso chiedere aiuto?”
“C’è un tutorial sul GNL? Un Aranzulla anche per questo?”

Non è stato per niente facile approfondire certe tematiche, soprattutto dato che la mia ultima esperienza accademica riguardava San Tommaso d’Aquino.

Il bello dei filosofi è che, non essendo specializzati in niente, ma essendo dei tecnici dello strumento “pensiero”, tutto possono fare (nessuna presunzione, ci disegnano così…).

Avendo fallito le più patetiche ricerche su Google nel tentativo di eludere l’ostacolo, ho deciso di affrontarlo.
Mi ci sono buttata, con il rischio di affogare.

Nel pensare questo ho realizzato che, riconvertendo i mezzi portuali a GNL, invece di annegare in un mare di pece potevo nuotare libera in acque pulite. L’obiettivo, tanto nobile quanto arduo, mi ha perciò motivato.

Armata di tutti gli assist che la mente filosofica poteva offrirmi ho provato a fronteggiare studi e analisi diagnostiche per capire, innanzitutto, se il GNL fosse amico o nemico.

A pelle, infatti, non me la contava giusta: una sigla asettica priva di ontologia e un titolo più inespugnabile di Fort Knox. Nessun indizio, nessuno spoiler…

Gli studi preliminari, come è giusto che sia, servono a capire se la soluzione può essere funzionale alla situazione, in questo caso se il GNL sia la soluzione più adeguata per i porti del Mediterraneo.

I progetti PROMO-GNL e SIGNAL hanno fatto questo: hanno creato le basi per poter valutare le azioni migliori per l’area mediterranea.

Come si fanno queste valutazioni?
Convocando un simposio di intellighenzie, ovviamente!

L’area di cooperazione coinvolge vari paesi affacciati sul Mediterraneo e un’eventuale conversione dei mezzi portuali, per ottenere una panoramica completa ed esaustiva, deve considerare tutti gli aspetti, mettendo a confronto cervelli appartenenti a settori e geografie diverse.

Legali per le normative in materia di politiche energetiche, biologi per flora e fauna dei territori, tecnici (eccoli qui, i miei cari ingegnosi ingegneri) per i mezzi utilizzati, fattori comuni e piani di supervisione congiunti.

Facciamo un passo indietro: perché ho iniziato parlando di ingegneri e della loro strana enclave comunicativa?

Nascosta dietro terminologie tecniche, esiste una risposta molto semplice: superata la barriera linguistica, il contenuto è interessante e può esserlo per tanti.

Il lavoro di “interpretariato e traduzione” che ho affrontato per comprendere il tema, mi ha consentito di far uscire questi contenuti dalla cerchia elitaria delle intellighenzie di cui sopra.

Dopo aver letto, studiato, compreso e digerito (tecnicismo che prevede un periodo di riposo per far sedimentare le conoscenze), ho rielaborato i contenuti immedesimandomi nei possibili destinatari e testandone il risultato su vari pubblici: a chi deve arrivare il messaggio? Cosa interessa a questo target? Quali parole conosce e quali aspetti sono più interessanti? Attraverso quale canale posso raggiungerlo?

Nell’ordine:

  • tecnici di settore (palati raffinati): apprezzano la sintesi, puntualizzano su alcune diciture specifiche (non riconoscono “fenomenologia ed ermeneutica” come appartenenti al loro background);
  • mondo accademico: il poster ha le figure e ben si presta a colorare l’aula, plauso generale;
  • pubbliche amministrazioni: un evento è una splendida occasione per allontanarsi dalla scrivania, folla in delirio;
  • opinione pubblica: il gatto si dimostra interessato alla lettura della brochure;

Cosa ho appreso da questa missione?

Il GNL, come quasi tutto, si caratterizza di pro e contro.
I pro superano i contro perciò è una strada da seguire.
Ci sono direzioni ancora migliori?
Si, ma il nostro presente non è pronto ad affrontarle, perciò, step by step, continueremo a studiare, analizzare, confrontarci e testare soluzioni.

Last but not least: non lanciate un filosofo in mezzo agli ingegneri perché, se Wittgenstein ci ha insegnato che il linguaggio è un grandioso miracolo umano, è importante parlare la stessa lingua per evitare drammi diplomatici.

“Il linguaggio è un labirinto di strade. Vieni da una parte e ti sai orientare; giungi allo stesso punto da un’altra parte, e non ti raccapezzi più.”

L. Wittgenstein

In altre parole: se sei un ingegnere puoi decantare le virtù del GNL.
Provi a decantare le virtù del GNL come filosofa e non ti raccapezzi più.

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